Il profumo di Patrick Süskind

Patrick Süskind
Il profumo
1985, Longanesi & C., Milano

Immaginate il senso di privazione, la disperazione e l’ossessione di un uomo che non ha odore.

L’irrefrenabile voglia di lasciare un segno del proprio passaggio. Un uomo senza scrupoli, machiavellico, disposto a qualsiasi cosa pur di compiere la sua sinistra missione: farsi adorare da tutti, come gesto di disprezzo, di vendetta.

Provate ad immaginare come sia possibile vendicarsi con un profumo, provate a figurarvelo nell’olfatto, nella mente: sfuggente, effimero nella consistenza eppure abbagliante e ammaliatore, pesante nel ricordo.

Questo è Süskind, in un raffinato elogio dell’ossessione, della fugacità, della solitudine e della piccolezza delle debolezze umane, delle sconfinate sfumature della malvagità degli esseri umani e della precarietà della vita.



Gianmarco Mattoccia

Nato a Cori (LT), studio Economia e cooperazione internazionale all'Università La Sapienza di Roma. Appassionato di filosofia fin dai tempi del liceo, ho sempre cercato di capire il mondo guardandolo con occhi e prospettive diverse, consapevole del fatto che una visione d’insieme potesse essere quella più vicina alla realtà. Perché WTNews? Per provare non solo a immaginare qualcosa di lontano e coglierne l’essenza, ma anche per immergermi nel contingente e vederne i dettagli e le sfumature.

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