Racconti “sperimentali” della 85° festa dell’Uva

Come i miei colleghi della redazione,( che ci hanno (ri)messo una pezza! ) mi sono fatto anche io un giro per la ottantacinquesima festa Dell’Uva di Velletri, passando attraverso i luoghi principali dell’evento e gustandone le prelibatezze.

Consiglio a tutti una passeggiata per la festa nel tardo  pomeriggio, quando tutti gli stand sono al massimo della loro portata e offerta: bancali di uve da tavola, dolci tipici della cittadina, barbecue accesi per la cena e vino…molto vino!

Eh si, altrimenti che festa sarebbe senza vino?

Non starò qui a dilungarmi sulle proprietà  del vino in contesti socio-culturali come questi, ma in situazioni del genere una domanda sorge spontanea: meglio il bianco o il rosso? A parte il gusto personale o le pietanze con cui si accompagna, si sa per certo che il vino rosso, rispetto al bianco, contiene una concentrazione maggiore di sostanze aromatiche e coloranti naturali quali Antiociani, polifenoli, tannini, presenti nella buccia e nelle vinacce. Queste sostanze sono poco digeribili dal nostro organismo e queste, in aggiunta al fatto che il rosso è normalmente più acido e che contiene più metanolo del bianco (sempre in percentuali bassissime), lo rendono più forte di sapore ma più lento e difficile da smaltire. Comincerò allora la mia passeggiata con un bicchiere di bianco!

Continuiamo il giro. Per i passaggi affollati affiorano dai gazebo o dalle bancarelle dei grappoli di uva: tonalità bellissime di colori dal giallo oro al viola scuro. Ottima come spuntino, l’uva contiene acqua (sorprendente eh!), sali minerali e zuccheri semplici che,  tramite fermentazione da lieviti, vengono metabolizzati ad alcool etilico ed anidride carbonica, componenti primarie del vino. Ne mangeremo un grappolo poggiato su una botte, vicino ad uno stand, per darci l’energia giusta per proseguire nell’esplorazione.

Passa il tempo, ci si avvicina alla serata. Prima però una ciambellina al vino! Dolce tipico dei nostri territori, è una fragrante ciambella, friabile, glassata in superficie e con l’aroma di vino. In tanta semplicità, una elaborata reazione chimica che ci permette di gustare questi prodotti. Tutto parte dall’impasto farina-acqua: all’interno della farina vi sono le proteine del glutine che, a contatto con l’acqua, si srotolano per formare una impalcatura tridimensionale resistente, che ingloba le altre componenti dell’impasto. Farine ricche di glutine sono ideali per il pane, che richiede una consistenza tenace, ma non per dolci come le ciambelline in questione, poiché devono rompersi bene ed essere friabili. Per avere questo effetto è importante il grasso all’interno dell’impasto, il quale separa i globuli di glutine. Il grasso trattiene anche sostanze aromatiche che in acqua non si solubilizzano, rendendo la ciambella ancora più profumata!

Ne mangio due e avanti tutta!

Ora di cena: dopo alcuni bicchieri di vino, è giunta l’ora di mettere qualcosa di sostanzioso sotto i denti. Ci fermiamo al mercato coperto e ordiniamo un panino e degli arrosticini. Dopo una lunga attesa arriva il panino, con la carne bella fumante: le nostre papille gustative vanno in estasi ad ogni morso e lo stomaco ringrazia. Ma non tutti sanno che la nostra lingua ha degli specifici recettori per riconoscere il salato, il dolce, l’aspro, l’amaro ed infine il saporito (“Umami” in giapponese, dal popolo che lo ha scoperto) di cui è responsabile il glutammato, un amminoacido essenziale, molto presente nella carne.

Finito il panino si torna nella piazza principale del centro storico Veliterno, dove la festa si conclude. Peccato per la pioggia che limita i festeggiamenti alla prima serata, altrimenti ne avremmo avuto ancora!

Si torna comunque soddisfatti a casa e, se è vero il detto “sei quello che mangi”, allora oggi è andata proprio bene!



Riccardo Cari

Nato a Velletri in provincia di Roma, sono laureato all'Università di Roma “La Sapienza” in Chimica Organica e Biomolecolare. Ho sempre creduto essere riduttivo guardare il mondo che ci circonda senza indagare su quali meraviglie celi, quali meccanismi e ingranaggi fanno girare l’universo e smuovere la vita nel regno naturale. Per questo ho deciso di scrivere per walkie talkie: anche le cose più banali e quotidiane sono degne di nota, e ciò va riscoperto e condiviso!

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