Il segnale del cambiamento

“Ogni parrocchia e ogni monastero accolga una famiglia di profughi”. Queste le parole pronunciate durante l’Angelus di sabato 5 settembre da Papa Francesco, il pontefice che sta riportando semplicità nella Chiesa, rivoluzionandola. Parole piene di umanità che rimbombano forti in questo momento in cui la Germania e l’Austria hanno deciso di aprire le frontiere per accogliere migliaia di profughi per la maggior parte afghani e siriani.

Al loro arrivo inevitabili gli scontri tra polizia e destra xenofoba, ma sono accorsi anche numerosi cittadini alle stazioni e nei posti di arrivo per accogliere con solidarietà i profughi, dando ognuno del suo. Applausi, cibo, giocattoli, cartelloni di benvenuto, sorrisi.

Questi sono eventi rassicuranti dato che, soprattutto nel nostro Paese, la guerra fra poveri è una delle tante grandi problematiche. Una guerra fomentata anche da politici che lanciano slogan propagandistici e illudono gli elettori, facendo credere loro che la causa dei problemi sia solo dello straniero, concepito come un nemico da abbattere e non come una risorsa.

Quando alcune persone, distruggendo ogni pregiudizio, aiutano altre persone arrivate esauste dopo un lungo viaggio dai loro paesi colpiti dalla miseria, dalla fame e dalla guerra, sembrano finalmente donare un bagliore di luce e di speranza verso un futuro di pace e di rispetto tra popoli.

È un forte segnale per iniziare a ricostruire questa Europa di poteri e di potenti, di banche e di tanti, troppi segreti.



Guglielmo Corvi

Nato nel 1999, frequenta attualmente il liceo classico. Chitarrista e cantautore (o almeno ci prova), ama il cinema, De Gregori e si interessa di politica. Gli piace viaggiare e descriversi come un eterno ed instancabile sognatore, alla continua ricerca del raggiungimento dei propri obiettivi. Scrive su WT per informare, essere informato e per entrare a far parte di questa comunità per un sano scambio di opinioni e di idee. P.S. Sa di non sapere.

Leggi anche

Top