Syriza con la bombetta

Dopo la mazzata sui denti delle scorse elezioni parlamentari e le dimissioni dello sbiadito leader Ed Milliband, i laburisti inglesi hanno affrontato le elezioni per la leadership del partito. Molti commentatori inglesi e internazionali, dopo la fase sinistrorsa del povero Ed, avevano previsto una nuova sterzata del Labour verso posizioni più vicine a quelle del “New Labour”: un partito di sinistra moderato, in grado di coniugare mercato e giustizia sociale, più svincolato dai sindacati inglesi, lanciato alla conquista di nuovi elettori senza perdere la propria base. E invece le cose potrebbero essere andate diversamente.

Oggi, a mezzogiorno (orario di Greenwich, of course) si sono chiuse le votazioni e i bookmaker d’Oltremanica puntano su un signore brizzolato, scamiciato, canottiera in vista. No, non Landini, ma Jeremy Corbin. Un Landini con la barba, se si vuole. Un sessantenne che vorrebbe porre fine all’austerity, aumentare la spesa pubblica, eliminare il deterrente nucleare inglese, osannato da una folla di sostenitori stanchi della politica convenzionale, appoggiato da una parte dei sindacati… Insomma, un Landini apparentemente vincente, se vi pare.

La vittoria di Corbyn potrebbe essere una delle svolte più inaspettate per il partito laburista inglese, che da simbolo di una sinistra in grado di far pace con l’epoca contemporanea potrebbe trasformarsi in una sorta Syriza con la bombetta. Vedremo. I risultati verranno resi noti sabato, mentre le polemiche continuano a infiammare il dibattito tra candidati, parlamentari e militanti laburisti. Giusto il tempo per consentire alla minoranza Pd e alla sinistra “de sinistra” italiana di comprare i biglietti per Londra e andarsi a intestare un’altra vittoria altrui.



Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues.
Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio ed ex membro della Direzione Nazionale del partito. Fondatore del sito collettivo Immoderati.it, collaboro con Geopolitica.info e TheFielder.net.

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