Un genocidio tra l’immobilismo generale

Come si uccide spiritualmente e mentalmente un uomo? Lo si rende orfano dei suoi pilastri, lo si priva della sua storia e della sua cultura. Così, esso si sentirà un estraneo quando si guarderà allo specchio, vedrà i suoi occhi vuoti, senza quel fuoco vitale che fino a poco prima lo mandava avanti, pur tra mille difficoltà e ostacoli.

Ognuno di noi ha bisogno di punti fermi, intorno e sui quali poter costruire la propria vita; questi possono essere la famiglia, gli affetti, il proprio popolo, o anche un semplice simbolo della città nella quale si è nati, che per qualcuno può significare tutto. Perché lo Stato Islamico rende aride e desolate le sue terre di conquista? Perché rade al suolo i monumenti ed i simboli di queste? La risposta è facile, senza il proprio passato un uomo, un popolo, una Nazione, non sono nulla. L’IS sta cercando di annientare proprio quei punti fermi di cui parlavamo, il risultato è quello che stiamo vedendo, un esodo biblico di centinaia di migliaia di disperati senza più un’identità, che ormai, distrutti interiormente, cercano una sicurezza materiale per poter tornare a sperare.

Di questo massacro psicofisico siamo i primi colpevoli, il sangue di quelle vittime del Mare Nostrum sporca i nostri vestiti, le loro urla le sentiremo la notte e ci sveglieranno dal nostro sonno tranquillo nei bei letti comodi che possediamo. È questo il risultato del finto buonismo e dell’indifferenza che predicano quei manager con le tasche piene di soldi, teoricamente destinati all’accoglienza dei profughi, con i portafogli che non riescono più a tenere tutti quegli assegni che vengono intascati dalle cooperative vicine a “mafia capitale”, a “mafia provinciale”‘ o “mafia comunale” che sia. È notizia di poche ore fa che finalmente anche gli illuminati della nostra società hanno scoperto l’esistenza di un giro criminale di livello internazionale che specula sulle vite, e purtroppo anche sulle morti, di quelle povere persone, perché di persone stiamo parlando e non di numeri come ci stanno inculcando nella testa fra un tg e l’altro.

Il nostro compito allora è duplice: da una parte, cercare di porre fine all’annientamento fisico e spirituale di questi ragazzi, di queste donne e soprattutto di questi bambini, che non possono e non devono essere vittime della malvagità umana, attraverso un intervento diretto, una lotta contro i gruppi estremisti che minano la sicurezza di tutta l’Africa e non solo, tentando così di porre fine a questi enormi flussi migratori. In secondo luogo, ma altrettanto importante, interrompere le attività criminali che agiscono ramificate in ogni Stato europeo, ben inserite nel sistema, grazie alle varie figure corrotte, le quali piuttosto che risolvere il problema, preferiscono lucrare sulle vite umane, guidati sempre più dal fetido odore dei soldi. Soltanto una volta risolto questo secondo punto si potrà realmente sperare in una definitiva conclusione di questo incubo, poiché solo allora ci sarà una reale volontà di porre fine al massacro. Fino a quel momento tutte le parole rimarranno tali ed innocenti continueranno a morire in nome del dio denaro.

Gabriele Rosatelli



RedazioneWT

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