Tutti gli uomini del re

Tutti gli uomini del re

Regia: Steve Zaillian
Interpreti: Sean Penn, Jude Law, Kate Winslet, Mark Ruffalo, Anthony Hopkyns
Genere: Drammatico
Anno: 2006
Durata: 140 minuti

Steve Zaillian è conosciuto maggiormente per la sua carriera da sceneggiatore, avendo firmato grandi opere come Schindler’s List, American Gangster e Uomini che odiano le donne. Ma nonostante il suo grandissimo lavoro da sceneggiatore, ha trovato tempo per dirigere questa pellicola conosciuta da pochi, assolutamente introvabile sul web in forma di streaming. Tutti gli uomini del re è un film singolare, dedicato a un personaggio altrettanto singolare, tratto da un romanzo che secondo alcuni rappresenta un “must” per chiunque si appassioni di politica, entrambi ispirati dalla vita politica di Huey Pierce Long, governatore della Louisiana negli anni ’30.

La storia dal 1776 in poi, non fa altro che mostrarci come la supremazia europea abbia lasciato il passo al dominio Nordamericano in tutti i settori, dominio anche nella primazia delle esperienze storiche. La nuova coscienza europea si è arresa al fatto di dover rincorrere piuttosto che guidare. I risultati delle ultime elezioni nel vecchio continente sono una conferma dopo l’altra dell’avanzare di quelli che vengono definiti i “nuovi populismi”. Giornali, radio e tv cercano di far passare questi risultati come un episodio ristrettamente europeo, unico nel suo genere.

Qua entra in gioco Zaillian e il suo Tutti gli uomini del re. La scienza della politica ha raffigurato gli Stati Uniti come il modello di democrazia perfetta, bipartitismo, concorrenza leale e istituzioni solide, eppure anch’essa è stata “vittima” del populismo. Il regista ci fa fare un viaggio nel tempo, un viaggio ricordatore, riportandoci all’inizio degli anni ’30 in Louisiana, anni di maggiore impatto della grande crisi, dove il divario sociale tra ricchi e poveri era più ampio che mai, come il distacco tra il popolo e le istituzioni. Istituzioni che rappresentano il ceto più agevolato, la cui ricchezza e stabilità è indirettamente proporzionale alla disperazione della popolazione. La nostra classe politica si preoccupa del possibile avvento dei populismi pentastellati e lepenisti che si cibano della disperazione dei più isolati e affamati di giustizia. In questa disperazione si inserisce Willie Stark, interpretato da Sean Penn, uomo dai principi solidi, incorruttibile, straziato dai continui imbrogli che affliggono i suoi concittadini.

La sua corsa per diventare governatore è un continuo attacco alla politica, che non sa dare risposte alle persone bisognose, che sono sia il suo principale interesse che il suo traino per farsi avanti in una palude più fitta che mai.

Questa lotta non è condotta dal solo Willie Stark. La sua causa ottiene così tanti consensi al punto da riuscire a far aderire giovani ragazzi cresciuti negli ambienti più aristocratici dello Stato, tra cui il giornalista Jack Burden, ruolo ricoperto da Jude Law. Il giovane giornalista riuscirà a coinvolgere anche i personaggi di Kate Winslet e Mark Ruffalo, cresciuti tutti insieme, in un’infanzia dove tutto è semplice, la cui unica incognita è quella di cosa diventare per far passare più velocemente le proprie vite e non renderle troppo noiose. I tre giovani naturalmente hanno vissuto con il fardello della grandezza predestinata, sancita dal momento della loro nascita, ritrovandosi con un ristrettissimo margine di scelta nelle loro vite, condizione che li spingerà nelle braccia del signore del popolo Willie Stark, nemico di tutta la classe benestante di cui sono eredi. Sarà questa inedita alleanza la costante indissolubile durante tutta la durata dell’opera, alleanza che vive di alti e di bassi, che ci mette di fronte alla validità del solito dilemma machiavellico “il fine giustifica i mezzi”.

La sfida del Willie Stark di Zaillian sarà la stessa che siamo destinati ad affrontare anche noi? La democrazia rappresentativa e la sobrietà delle istituzioni saranno messe in discussione?

Nel mentre, la visione di Tutti gli uomini del re sarà un momento di riflessione per aiutarci a trovare risposte a questi quesiti.

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Antonio Cesare

Ventunenne laureato in Mediazione Linguistica. La mia più grande aspirazione è di far conoscere tutto ciò che di fenomenale rimane nell’ombra.

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