Siete (anche) numeri e crocette

Va bene, raccontatevi questa favola: il boicottaggio dei test INVALSI non è servito a farvi due risate, a scoattare sui social, a dare visibilità a qualche politicante in erba e fargli rimediare qualche intervista. No, figuriamoci. È servito a difendere la dignità della scuola, degli studenti, magari, perché no, la dignità umana di tutti coloro che lavorano in questo ambiente. È servito a difendere la didattica dalle interruzioni improprie di chi si è messo a preparare i ragazzi per i test, compromettendo, si dice, lo svolgimento dei programmi e falsando il test stesso.

Non sono gli scioperi politici dell’accoppiata sindacati-studenti, o le carenze professionali, o le carenze organizzative della sistema scolastico a danneggiare l’attività didattica. No, per carità: colpa dei test. Non è l’assoluta mancanza di selezione e meritocrazia a danneggiare il ruolo della scuola, combattute un giorno sì e l’altro pure da insegnanti e studenti, a colpi di proteste. Scherziamo? Colpa degli INVALSI. Almeno per questa volta.

E va bene, allora: raccontatevela questa storiella, impacchettata con striscioni in stile sessantottino e slogan dal vago sapore orwelliano. D’altronde ve la state raccontando oramai da anni, forse decenni. Poi, un giorno, vi troverete fuori da quelle aule, nel mondo del lavoro o universitario, quando vorrete costruirvi una vita, una carriera, un percorso di studi, magari all’estero e vi accorgerete di un’amara verità: che il mondo, brutto e cattivo, usa numeri e crocette. E che ognuno di voi è molto altro, nessuno osa dire il contrario, ma è anche un numero. Un numero che ha messo e metterà delle crocette, in tante altre occasioni. Crocette giuste e crocette sbagliate.

Per cui, fossi in voi, comincerei sin da subito a farci l’abitudine. Perché gli Alberto Irone, i vari leadarini e leaderuncoli che sfruttano la vostra credulità – o la vostra voglia di cazzeggiare – lo sanno benissimo, fidatevi. E fra qualche anno magari non saranno diventati dei sindacalisti, ma saranno quelli che spiegheranno agli studenti che verranno, o addirittura ai vostri figli, che i numeri e le crocette servono. E avranno ragione.

E anche voi avrete ragione, quando realizzerete che, alla fine, stavate credendo a una stupida favoletta.



Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio ed ex membro della Direzione Nazionale del partito. Fondatore del sito collettivo Immoderati.it, collaboro con Geopolitica.info e TheFielder.net.

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