La magra consolazione di essere il “Bel Paese”

Un altro mito da sfatare, che non riguarda solo la retorica politica, è che l’Italia sia il più bel Paese del mondo. Non metto in dubbio che sia esteticamente bellissima e che ci siano molti aspetti del modus vivendi italiano che meritano di essere conservati. Ma non è il più bel Paese del mondo. Non è verybello. E non parlo solo di estetica.

Troppo spesso questo mantra ha rappresentato una insopportabile, magra, magrissima consolazione. Un alibi per non assumerci la responsabilità del nostro declino. Un declino spesso attribuito a questo o quel fattore esterno: la Germania, l’Europa, gli Stati Uniti, la crisi finanziaria, l’immigrazione, le scie chimiche e chi ne ha più ne metta. No, l’Italia è in crisi per colpa sua e proprio perché, troppo spesso, ci crogioliamo nell’idea che alla fine dei conti si sta bene, si mangia bene, si vive bene e questo basta.

Non basta. Non basta la dieta mediterranea. Non basta (non potrebbe bastare) il solo turismo. Non bastano il Colosseo, gli Uffizi, il Gran Sasso, l’isola di Capri. Anche nella migliore delle ipotesi, anche gestendo tutto alla perfezione. Non basterebbe. Almeno per rimanere uno tra i paesi più importanti del globo. Il mondo corre: ricerca, innovazione, sperimentazione, creatività. Non sono esclusiva degli italiani, non lo sono mai state e anzi, dalle nostre parti stanno diventando una rarità. In qualsiasi campo, in qualsiasi scienza, in qualsiasi arte.

Andiamo avanti con la testa rivolta indietro, facendo nostri i meriti di un passato che non ci appartiene e che forse non ha neanche più nulla da dirci, ma ci distrae. Come scriveva Flaiano nel 1965, “non possiamo più corromperci in un ambiente che non esprime più la gloria del suo passato ma l’accettazione della commedia moderna”. Una commedia che già cinquant’anni fa aveva stancato. Figuriamoci oggi.



Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio ed ex membro della Direzione Nazionale del partito. Fondatore del sito collettivo Immoderati.it, collaboro con Geopolitica.info e TheFielder.net.

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