La Pasqua di cui si ha veramente bisogno

È di pochi giorni fa la notizia delle trattative Stato-Chiesa circa i conti correnti di privati presso l’erario dello Ior. Ancora più insidiose sembrano essere le dinamiche delle movimentazioni finanziarie verso Paesi terzi, condotte dalle Case generalizie degli Ordini religiosi che si configurano sempre di più come vere e proprie “holdings”, dinamiche su cui Renzi è convinto di poter far luce.

Ovviamente il cosiddetto “porto delle nebbie” non è facilmente esplorabile come si vuole far credere e gli intenti chiarificatori di Benedetto XVI con l’istituzione dell’Aif (Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede, fondata il 30 dicembre 2010) ne sono la prova: nonostante la nascita di questo nuovo organo di controllo fiscale, infatti, nei primi mesi del 2012 scoppiò lo scandalo Vatileaks che evidenziò delle irregolarità nella gestione e nell’applicazione delle normative antiriciclaggio imposte proprio dalla neonata commissione Aif. La questione è stata poi messa a tacere col caso di Paolo Gabriele, aiutante di camera di Sua Santità, accusato della fuga di documenti riservati del Papa. Notizia-lacrimogeno usata con l’intento – chiaramente – di criptare la realtà dei fatti.

Incredibile l’efficacia oscurantista che da sempre ha caratterizzato le vicende più losche dell’Oltretevere: con estrema immediatezza Pasolini ritrae le fattezze di un «inconcepibile clericalismo senza Chiesa», che, sebbene appartenente a un lontano 1972, è assolutamente attuale. «…la Chiesa era finita, restava la Curia» e già operava nell’ombra di una civiltà «senza più valori arcaici della Chiesa o quelli pervertiti della conservazione» (Petrolio, Appunto 63). La stessa Curia che Sorrentino, nella sua raccolta di bestiari della Roma bene, oppone ad una santità incompresa, perché obsoleta, incarnata dalla decrepita donnina, fagocita di radici, simbolo di umiltà nella sua accezione etimologica.

Antonio, forse la persona più devota che io abbia mai conosciuto, la praticava ogni giorno la sua santità, tra i cartoni, a Termini. L’integrità che non si può più riconoscere nelle istituzioni la si trova nella “…certezza del provvisorio”, “…al sicuro nella precarietà”, opposta al correre senza correre (e quindi al concorrere), come insegna San Paolo nelle sue lettere. Ma l’origine, la radice di tale corruzione non è reperibile. Probabilmente la cellula cancerosa è sempre esistita e la si può rintracciare nel tradimento di Giuda per 30 monete d’argento. Tuttavia Cristo oppose ai primi cenni di decadenza il proprio esempio e – come se non fosse stato sufficiente – si sacrificò per dimostrare l’autenticità del proprio ideale: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 10, 42-45), rispose a Giacomo e Giovanni, avidi di una ricompensa ultraterrena. D’altro canto Gesù stesso affermò di esser venuto per gli ultimi e per i fallaci, identikit cui anche gli apostoli corrispondono.

Il Pontefice oggi ci sorprende e, sebbene mantenga lo Ior, incita alla trasparenza e all’onestà, eliminando i rami secchi dei vertici e commissariando i cardinali sovraintendenti. Ulteriore passo avanti di una “politica” innovatrice che dall’inizio del Ministero episcopale (13 marzo 2013) non fa altro che dimostrare la sua eccezionalità. La scelta del nome del Santo Padre, Francesco, si deve alle parole proferitegli dal cardinale Claudio Hummes, per congratularsi in seguito all’elezione: pare siano state “Non dimenticarti dei poveri!” (premura costante del nostro patrono nazionale). Oltre che alle parole, però, in questo primo periodo di pontificato Bergoglio ha saputo anteporre i fatti, rappresentante anzitutto di una giustizia sociale che di una spiritualità religiosa. Si può sperare in una rivoluzione purificante?! Azzardato pronunciarsi, eppure la via dell’espiazione è da considerarsi intrapresa!

Giorgia Giordani



RedazioneWT

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