Il dibattito politico: alcune pillole per non morire di retorica – Prima parte.

Piccolo manuale per sopravvivere al dibattito politico nostrano. Partiamo dai basilari: la parola “democrazia“. Oggi viene usata anche per condire l’insalata, ma il termine, in sé per sé non indica nulla se non il fatto che il potere politico è in mano al popolo. Che forma prenda questo potere non è dato saperlo e dipende dall’aggettivo. Per cui se qualcuno inizia una frase con “In Italia non c’è democrazia perché…” portate la mano alla pistola.

Seconda questione: il cliché “la democrazia diretta è l’unica vera democrazia”. Falso. La democrazia diretta oggi sarebbe sorta di totalitarismo (e internet la renderebbe ancor più odiosa). Era la forma di governo delle piccole comunità, fondate su una società di diseguali e in cui vita privata e vita pubblica coincidevano. La politica assorbiva il cittadino. La democrazia di oggi è quella delle grandi comunità, dei diritti, a partire da quelli individuali. La politica è una parte, anche marginale, della nostra esistenza. Cos’è oggi democrazia diretta? Una serie di strumenti, che fanno parte di un sistema più complesso: la democrazia rappresentativa, quella dei moderni, la nostra. Che, come disse Churchill, è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora.



Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio ed ex membro della Direzione Nazionale del partito. Fondatore del sito collettivo Immoderati.it, collaboro con Geopolitica.info e TheFielder.net.

Leggi anche

Top