Anche al “Cesare Battisti” celebrata la “Giornata della Memoria”

Il 27 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria”, si è svolta una commemorazione per tutti gli stermini presso l’auditorium del “Cesare Battisti”.

Sono intervenuti Giuliano Aureli, presidente della sezione A.N.P.I. di Velletri, il consigliere comunale Stefano Pennacchi in rappresentanza dell’amministrazione comunale, che ha svolto anche la funzione di moderatore, Massimo Converso, presidente nazionale dell’Opera Nomadi, Ernesto Nassi, presidente provinciale dell’A.N.P.I., Andrea Maccarrone, presidente del circolo culturale Mario Mieli di Roma e Patrizia Vivanti nipote di Mosè Di Veroli.

“La memoria troppo spesso diventa un rito vuoto, […] non basta ricordare, siamo qui anche per riflettere” queste le parole del consigliere Pennacchi che ha proseguito ricordando ai presenti i perseguitati dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista in Germania: ebrei, omosessuali, diversamente abili, comunisti, sinti e testimoni di Geova.

La Shoah è solo una parte del genocidio della Germania nazista e riguarda solo la popolazione ebraica. La “Giornata della Memoria” non è solo Shoah.

L'accompagnamento musicale di Giacomo Antenozio e Simone Feuda

L’accompagnamento musicale di Giacomo Antenozio e Simone Feuda

L’intervento più brillante dell’evento (a par mio), non proviene dai signori sopracitati, bensì da una ragazza informata ed in grado di trasmettere ai suoi coetanei in maniera cristallina, tutto ciò con cui è entrata in contatto grazie ad un viaggio a Cracovia. Numeri e dettagli minuziosi riguardo al campo di concentramento di Birkenau, mostrando con un suo filmato varie parti di esso e evidenziando così le atrocità dell’uomo, per l’uomo. Virginia Iacobini, oltre a catturare l’attenzione di tutti e ad informare, ha fatto riflettere su ciò che sta accadendo oggigiorno in Siria, dove si contano già 150000 morti.

Virginia Iacobini racconta il suo viaggio ad Auschwitz-Birkenau

Virginia Iacobini racconta il suo viaggio ad Auschwitz-Birkenau

Permettere ancora cose di questo genere è un insulto alla memoria.

Gianfranco Federico



RedazioneWT

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