La politica fatta di spot, quella che quando piove fa acqua da tutte le parti

Il tempo è qualcosa di dannatamente prezioso, sia per chi afferma di non averne abbastanza, sia per chi, al contrario, ne ha in abbondanza e vorrebbe spenderlo meglio.

Ma più che il tempo, ad essere al centro dell’attenzione in questi giorni è il mal-tempo. Siamo in pieno autunno, l’inverno è ancora lontano più di un mese, ma l’Italia è già stata messa a dura prova, tanto che le allerte meteo sono ormai all’ordine del giorno.

E la politica? In questo quadro la politica, tra ordinanze precauzionali e campagne spot, prende-tempo. Alle interviste di rito con le quali tutti si affrettando ad esprimere solidarietà alle popolazioni colpite, infatti, non seguono mai (o quasi mai) interventi concreti di messa in sicurezza del territorio e Genova ne è il caso lampante. Per non parlare di Roma. La metro C, solo per citarne una, non è ancora aperta ma è già allagata.

Per quanto ne dica il presidente Renzi, così l’Italia non riparte. A nulla valgono, per esempio, gli spot sulla buona scuola, quella efficiente e funzionale e al passo con i tempi se poi l’edilizia scolastica fa pena e le scuole non reggono l’ondata di maltempo, che allaga l’Università di Tor Vergata così come l’ITIS “Vallauri” di Velletri. Basterebbe partire da qui per realizzare una grande riforma. A proposito, piccola parentesi: sembra che la Consulta giovanile di Velletri, organo comunale, abbia proposto agli istituti superiori veliterni un questionario da sottoporre agli studenti, circa i mali che affliggono la scuola italiana, per avanzare possibili soluzioni da inviare alle istituzioni locali e al governo, nell’ambito della riforma della scuola. Ebbene, alcuni istituti pare abbiano declinato l’invito, come a dire: bravi, ma noi non abbiamo tempo per pensare anche alla scuola!

Incredibile, ma vero!

Altro tema sul quale la classe politica da il meglio di se è il lavoro. La riforma dell’articolo 18 al centro dello scontro politico (tra il Pd e il Pd), probabilmente provocherà più dibattiti televisivi che posti di lavoro effettivi, ma intanto da l’idea, mista alla speranza, che qualcosa si muova e permette di guadagnare tempo. Lo stesso che sembra essersi concesso Zingaretti. Il governatore della Regione Lazio, a fine aprile, annunciava in pompa magna l’avvio del progetto “Garanzia giovani” nel Lazio, “la prima Regione in Italia a realizzarlo”. Dopo quasi sette mesi, la stragrande maggioranza degli iscritti al network si è recata al Centro per l’Impiego per scegliere il percorso più rispondente alle proprie aspettative e poi più nulla.

Per carità, che la comunicazione svolga un ruolo strategico in politica è cosa assodata, com’è altrettanto vero che per realizzare le riforme e cambiare passo ci sia bisogno di tempo. Tuttavia, non sono sicuro che la mia generazione sia disposta, ancora per molto, a lasciarlo passare insieme agli spot.



Giorgio Zaccagnini

Ventottenne appassionato, giornalista solo per hobby. Almeno per ora. Prima di fondare WalkieTalkie ho scritto due tesi di laurea, la seconda più bella della prima. In cambio ho ricevuto il titolo di dottore in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni. Fortemente condizionato dalla convinzione che la sostanza sia più importante della forma, pratico tutte le mie passioni. Attivista politico e tifoso laziale, parteggio. Sempre.

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